Alcuni problemi ancora irrisolti per il Terzo settore.

Parte il Registro Unico ma non tutto è semplice e non tutto è immediato.

Nel nostro paese è difficile ipotizzare che qualcosa possa essere gestito in maniera semplice e immediata e se anche tv e giornali continuano a parlare di semplificazione, di  “ tutto in un clik”, di sburocratizzazione e di adempimenti celeri, la realtà di ogni giorno rimanda invece la fotografia di un paese complicato e difficile sia per i cittadini che per gli operatori del diritto .

Il Terzo settore non è da meno e vi sono all’interno della riforma delle norme che non hanno superato la cosiddetta  realtà dei fatti , cioè l’uscita dai proclami televisivi di immediatezza e facilità per entrare nelle problematiche di ogni giorno per chi si siede davanti a un computer e dice “ facciamo partire questa pratica”.

Sarebbe opportuno  riguardare le diverse categorie degli aderenti alle APS, iscritti, partecipanti, e tesserati , perché il giorno in cui entrerà in vigore il nuovo regime fiscale ci potranno essere dei differenti trattamenti per le specifiche categorie oggi contemplate nel tuir e conseguenti complicazioni .

A tutt’oggi manca ancora la conclusione del percorso autorizzatorio presso la Commissione europea ma manca anche una chiarificazione chiara e univoca, scevra da interpretazioni personali , di cosa si debba o non debba intendere per attività commerciali o non commerciali, ingenerando cosi contrasti interpretativi anche relativamente ai contributi pubblici.

I nodi da slegare, i dubbi da fugare, non si fermano qui.

Ad esempio le reti associative. Sappiamo tutti che esiste un numero minimo di realtà che devono aderire alla rete per essere considerata nazionale o locale. E se quel numero minimo dovesse venire meno? Quanto tempo si ha per poterlo reintegrare per non perdere la qualifica? E’ stato ad esempio previsto che le Aps e le Odv debbano reintegrare il termine entro un anno , ma le reti associative?

Riflessione va fatta anche per le Onlus perché fino alla entrata in vigore del nuovo regime fiscale loro resterebbero di fatto fuori dal perimetro del Registro unico , rischiando tra l’altro anche di non essere ammesse al contributo del 5 per mille perché dal periodo successivo all’operatività del Runts la categoria degli enti di volontariato , fra cui sono ricomprese le Onlus, verrà sostituita da “ enti del terzo settore” .

Ci sono dei punti da analizzare ancora per permettere che finalmente il tanto agognato Terzo Settore possa trovare la tranquillità di un lento fiume di campagna.

a cura della redazione di @consulentidellosportedelterzosettore