GLI ASPETTI PRATICI DEL REGISTRO UNICO DEL TERZO SETTORE

Parte il Registro del Terzo settore fra pochissimi giorni ma le domande sono sempre le stesse: come faccio e cosa faccio? 

In attesa delle disposizioni pratiche che verranno emesse nei prossimi giorni , si può  anticipare che l’intero sistema telematico sarà gestito da Infocamere , la società delle Camere di Commercio per l’innovazione digitale , che affiancherà il Ministero del Lavoro nel lavoro immenso di costruzione del più grande archivio del terzo settore della storia repubblicana.

Ogni realtà del terzo settore dovrà munirsi dei moderni sistemi previsti dal Codice dell’amministrazione digitale perché al giorno d’oggi non si dialoga più con la pubblica amministrazione come si faceva un tempo con carta e penna ma lo si fa con la firma elettronica, il protocollo informatico e alla posta elettronica certificata per garantire tracciabilità, rapidità e certezza nella relazione tra enti e Runts. Noi preferivamo carta e penna come un tempo quando c’erano ben meno problemi e se c’erano si risolvevano parlando con addetti preparati e competenti mentre ora è tutto telematizzato , quindi tutto asettico e impersonale e se hai un problema con il sistema devi pregare  che si risolva da solo in poco tempo.

Il sistema prevede che gli enti già registrati a vecchi registri trasmigreranno in automatico mentre dal 24 novembre quelli non ancora registrati dovranno procedere in autonomia  con una istanza telematica  allegando i documenti necessari firmandoli digitalmente.

Ogni ente riceverà un numero identificativo di repertorio univoco a livello nazionale.

Dovranno ovviamente scegliere la sezione del registro in cui iscriversi.

Ne sono previste 7 di sezioni.

Le prime due sono dedicate ad Odv e Aps e vi confluiranno dal 23 novembre gli enti che sono già in possesso dei requisiti e delle qualifiche e sono già iscritti negli attuali registri di settore.

Una terza sezione è prevista per gli enti filantropici che per la prima volta con la riforma trovano un riconoscimento. Possono iscriversi le fondazioni o le associazioni riconosciute che si occupano di raccolta fondi o gestione risorse patrimoniali con finalità di erogare denaro, beni o servizi per il sostegno di persone svantaggiate o di attività di interesse generale.

La quarta sezione è prevista per le imprese sociali che svolgono le proprie attività di interesse generale in forma di impresa.

La quinta sezione e le successive saranno iscritte le reti associative del terzo settore che avranno almeno 100 Ets iscritte o 20 fondazioni per essere di livello locale ovvero 500 ets o 100 fondazioni per le reti nazionali. Le reti saranno le uniche a potere essere iscritte in più sezioni del runts potendo adottare anche una ulteriore particolare qualifica del terzo settore come Odv o Aps.

La sezione residuale è quella degli altri enti del terzo settore composta da tutti quegli enti che non presentano i requisiti per una delle particolari categorie di enti sopra descritte.

Sarà ammessa anche la possibilità di cambiare sezione.

Consigliamo quindi alle associazioni di dotarsi immediatamente, laddove non ancora fatto, di : firma digitale 
pec 

In attesa di sapere come sarà strutturato il registro. 

A cura della redazione di @consulentidellosportedelterzosettore