LA VALIDITA' DEI TITOLI TECNICI NEL SISTEMA SPORTIVO ITALIANO : che validità hanno ?

Non è raro, purtroppo, che sui nostri tavoli arrivino titoli tecnici sportivi che nulla hanno a che fare con gli organismi sportivi riconosciuti dal Coni e dal Cip. 

Il che non significa che la qualità della formazione possa essere ritenuta non eccellente, anzi. Conosciamo realtà che operano nel settore sportivo con qualità formative eccellenti e con docenti estremamente preparati ma lo scopo di questo scritto è cercare, per quanto possibile, di fare un po' di chiarezza sulla validità dei titoli rilasciati nel nostro paese. 

L'idea nasce da un incontro di pochi giorni fa in cui un soggetto cercava di venderci un master supermega fantastico con una piccola particolarità: i master li possono fare le università, non le associazioni sportive o altri organismi privati.  Al nostro manifestare perplessità al riguardo la risposta è stata " ma ci riconosce l'ente   X, guarda, ci rilascia le sue certificazioni". 

  1. I master sono una cosa. 
  2. Le certificazioni un'altra. 

Confonderli o metterli nella stessa frase è fuorviante per chi non studia la materia e non conosce il rischio di pagare per avere un attestato che non ha valore alcuno se non quello di attestato fine a sè stesso. 

Facciamo chiarezza. 


VALIDITA’ DEI TITOLI TECNICI NELL’AMBITO DEL SISTEMA SPORTIVO ITALIANO

 

L'analisi del problema comporta attenzione sotto diversi aspetti: cosa dice il Coni , cosa dicono le Regioni, cosa prevede la normativa fiscale. 

a) Dal punto di vista SPORTIVO (CONI) 

1. Il Decreto Legislativo 23/07/1999 n. 242 ("Riordino del Comitato Olimpico Nazionale Italiano – CONI"), assegna al C.O.N.I., a norma dell'art.11 della Legge 15 marzo 1997 n.59, "l'organizzazione ed il potenziamento dello sport nazionale" e la "promozione della massima diffusione della pratica sportiva nei limiti di quanto stabilito dal D.P.R. 24 luglio 1977 n.616".

2. Lo Statuto del C.O.N.I., regolarmente approvato dal Ministero vigilante, all’Art. 3 comma4-bis, recita: “Il CONI, anche in collaborazione con le Federazioni sportive nazionali e le Discipline sportive associate, cura le attività di formazione e aggiornamento dei quadri tecnici e dirigenziali, nonché le attività di ricerca applicata allo sport“. All'art.26 regola l'ordinamento degli Enti di promozione Sportiva. 

3. In particolare poi, per gli Enti di Promozione Sportiva, la legittimazione alla formazione dei tecnici, istruttori ed altre figure similari di operatori sportivi deriva dall'art.2 del Regolamento degli Enti di Promozione Sportiva approvato dal Consiglio Nazionale del CONI con deliberazione n° 1525 del 28 ottobre 2014.  

All’art. 2 comma 1 lettera b recita: “Gli Enti di Promozione Sportiva promuovono e organizzano attività multidisciplinari per tutte le fasce di età e categorie sociali, secondo la seguente classificazione: ……………………….. «Attività Formative. Indagini, pubblicazioni ed approfondimenti sulla diffusione della pratica e cultura sportiva. Corsi, stages, convegni e altre iniziative a carattere formativo per operatori sportivi e/o altre figure similari; gli attestati e le qualifiche conseguite al termine delle iniziative hanno valore nell’ambito associativo dell’Ente fatti salvi i casi in cui l’EPS abbia preventivamente sottoscritto apposita Convenzione con la specifica FSN e DSA e/o aderito ai programmi delle Scuole Regionali dello Sport del CONI operanti sul territorio».

b) Dal punto di vista normativo nell’ambito delle Competenze delle REGIONI:

 Ferme restando le competenze nazionali del C.O.N.I.(e quindi di FSN, DSA, EPS), le funzioni in materia di sport sono state, nel tempo ed in parte, con diversi provvedimenti, attribuite alle Regioni (legge 549/95, art.2, comma 46, lettera b; Legge 59/97, art.7; Dlg 31/03/98 n.112) fino ad arrivare alle modifiche dell'art.117 della Costituzione, per cui, allo stato attuale, la materia dello sport è "a legislazione concorrente" tra Stato e Regioni.

Sono riconosciuti come “Istruttori QUALIFICATI o DIRETTORI TECNICI, Tecnici qualificati ed altre figure similari di Operatori sportivi, “i soggetti in possesso, alternativamente, di diploma in laurea di scienze motorie, diploma Isef ( per chi ce l'ha ancora ) e titolo equipollente.  

Sono considerati istruttori qualificati specifici per disciplina coloro che hanno seguito adeguato percorso formativo di Istruttore o Tecnico come disciplinato dalle FSN, DSA, EPS riconosciuti dal C.O.N.I. SONO TALI altresì coloro che sono in possesso di brevetti rilasciati dalla Regione (vedi nota in fondo*).

 c) Dal punto di vista della NORMATIVA FISCALE

Il regime fiscale dei compensi corrisposti nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche  da qualsiasi organismo che persegue finalità sportive dilettantistiche gode di una disciplina agevolata: infatti, Le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dagli Enti di promozione sportiva e dalle associazioni sportive dilettantistiche rientrano tutti nella categoria dei “redditi diversi” comprese le somme corrisposte per i rapporti di collaborazione di carattere amministrativo gestionale di natura non professionale in favore delle ASD/SSD. Pertanto, per poter considerare “redditi diversi” queste somme, occorre necessariamente che siano corrisposti nell’esercizio di attività sportiva dilettantistica da un soggetto operante nell’alveo del CONI;   che i compensi siano corrisposti a dilettanti. 


 Gli enti di promozione sportiva sono legittimati alla formazione dei propri tecnici e gli attestati e le qualifiche conseguite hanno valore nell'ambito associativo dell'ente stesso , eccezion fatta ne caso di convenzioni stipulate con Fsn o Dsa.

Importante citare anche la delibera della Giunta Nazionale del Coni del 14 giugno 2016 n. 264 che parla del riconoscimento dei titoli professionali sportivi conseguiti nei paese extracomunitari o comunitari ai fini dell'esercizio delle attività professionali sportive a titolo oneroso di maestro di scherma, allenatore, preparatore atletico, direttore sportivo tecnico, dirigente sportivo e ufficiale di gara in virtù del Decreto Legislativo 28 gennaio 2016 n. 15   “Attuazione della direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, recante modifica della direttiva 2005/36/CE, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento (UE) n. 1024/2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno .

Nella sezione dedicata al settore sportivo continueremo a parlare sia con scritti che con 



a cura della redazione di @consulentidellosportedelterzosettore