RIFORMA FISCALE: ne sentiamo parlare da decenni . Chissà quando avverrà.

Chi fa il nostro lavoro è abituato a sentire parlare di " riforma fiscale".

Ciclicamente, se non di continuo, viene ricordata la necessità di "mettere mano al fisco", apporre modifiche all'attuale complicato sistema , " semplificare", parola che piace sempre e viene usata di continuo.
 
Sulla " semplificazione " dei rapporti con la pubblica amministrazione e sul fisco si è parlato talmente tanto che ormai, o ci si crede o si è solo rassegnati che ciò non avverrà mai.

In entrambi i casi, dettati spesso da sconforto per una situazione sempre complicata, il 30 giugno scorso la VI commissione permanente Finanze alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica ha emanato un testo definitivo con le sue conclusioni.

Il testo rappresenta la base di lavoro per l'esecutivo al fine di costruire una effettiva , e si spera efficace, riforma del fisco.

Le proposte indicate dalla Commissione toccano e interessano il sistema fiscale nel suo complesso e possono essere riassunte in :
  • emanazione di un testo unico , un " codice tributario" diviso in tre parti: principi generali, procedure e sanzioni, tributi specifici. Proposta interessante ma, considerata la mole di attività normativa, le circolari, gli interpelli, le note ecc emesse in questi anni in tema fiscale più che un semplice manuale potrebbe diventare una intera collana a puntate. Ovviamente ci auspichiamo , inutile dirlo o sottolinearlo, realmente l'emissione di un testo semplice e comprensibile per gli addetti ai lavori;
  • elevazione al rango costituzionale di alcune parti dello Statuto del Contribuente  . Anche questo auspicabile considerato che stamattina discutevamo con un Comune che chiede indebitamente degli adempimenti mentre il comune accanto, a meno di 25 km, non li chiede. Ricordiamoci tutti che esistono due bellissimi articoli della Costituzione , il 3 e il 97, che indicano i principi di ragionevolezza e di buon andamento della Pubblica amministrazione, che non dovrebbero imporre al cittadino obblighi inesistenti o ingiustificati , né fare differenziazioni tra cittadini di comuni differenti;
  • necessità di ridurre il carico fiscale. Bellissima speranza considerato che nel nostro paese fra carico fiscale e imposizione contributiva circa il 60 % del nostro reddito viene eroso e tolto a chi lo produce ( non dimentichiamo mai, cosa che in molti fanno, che accanto alla imposizione fiscale esiste la spada di Damocle dei contributi che, seppur necessari al mantenimento della nostra tanto agognata pensione, sono comunque pesanti sul sistema di imposizione statale nei confronti di noi cittadini . ). Spesso ci sentiamo dire " tanto la tassazione è solo al 5%" . Certo, poi però hai i contributi a più del 30 % , fra lo smarrimento di chi non aveva realizzato che accanto al sistema impositivo fiscale esiste anche il sistema impositivo contributivo;
  • non si sa se manterranno o meno il regime forfettario , modificato negli anni più volte;
  • si auspica la reintroduzione dell'Iri , imposta sul reddito di impresa, che prevedeva una aliquota proporzionale per la parte di utili reinvestiti in azienda e l'IRPEF solo per le somme prelevate per la distribuzione degli utili stessi;
  • si raccomanda l'abolizione dell'Irap , argomento anche questo che viene riproposto ciclicamente ogni tanto ammorbidito da cunei fiscali di vario tipo;
  • è confermata la rateizzazione delle imposte sui redditi in sei rate mensili di pari importo (da luglio a dicembre) per il saldo e il primo acconto e altre sei rate mensili di pari importo (da gennaio a giugno) per il secondo acconto.

E poi l'Iva, imposta sul valore aggiunto, che grava su tutti noi su ogni cosa che prendiamo , compriamo , acquistiamo ( fatta eccezione per rarissime eccezioni).
Ma l'iva è una imposta comunitaria per cui una sua possibile riduzione non è certo foriera di dubbi al riguardo .

Insomma, documento interessante.
Di facile applicazione e immediata realizzazione?
Può darsi, lo speriamo tutti e ce lo auspichiamo.
Per esperienze passate qualche dubbio è però lecito averlo.

a cura della redazione di #consulentidellosportedelterzosettore