Un anno e mezzo di provvedimenti di restrizione e sospensioni nello sport: proviamo a farne un veloce riassunto

COME IL COVID E LA PANDEMIA HANNO DI FATTO FERMATO LO SPORT e compromesso due anni si sport

@consulentidellosportedelterzosettore - Rivista registrata

 

Un susseguirsi ininterrotto di provvedimenti e decreti.

Un racconto che dura da più di un anno e mezzo e non vede ancora la possibilità di mettere sulla storia la parola “ fine”.

 In un periodo di pandemia e di contagi un settore dove, si sa, ci si incontra, ci si relaziona e si entra a stretto contatto con altri esseri umani è il primo ad essere di fatto bloccato o quantomeno poi limitato profondamente.

Eravamo abituati a muoverci, girare, confrontarci, gareggiare, urlare il giubilo dei nostri colori dagli spalti trepidanti e poi, di colpo, ci hanno fermato.

Cosa è successo nell’ultimo anno?

Quali sono stati i provvedimenti che di fatto ci hanno modificato radicalmente la vita al punto da modificarcela in maniera pressoché completa?

Ne parliamo in questo salotto virtuale per l’Osservatorio dello Sport e del Terzo Settore e lo faremo in un linguaggio semplice e immediato, linguaggio che ci caratterizza e che riscuote un successo fra i nostri lettori che ringraziamo per il supporto che ci danno

Buona lettura  

Vera Paola Termali
Capo redattore della Rivista Consulentidellosportedelterzosettore

 

STORIA NORMATIVA DI UNA PANDEMIA CHE CI HA COLPITI ALL’IMPROVVISO

a cura della redazione di @consulentidellosportedelterzosettore

Tutto iniziò con il D.L. 23 febbraio 2020 n. 6 poi convertito in Legge 13 /2020 che, allo scopo di evitare la diffusione del virus nei comuni colpiti anche da solo un contagio, affermò la possibilità di sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato , anche di carattere sportivo, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico ( articoli 1 comma 2 lettera c) e 3 ).

Da lì fu un susseguirsi di Decreti, soprattutto sotto la forma dei DPCM.

Il primo , il più famoso e quello che sicuramente resterà nella mente di tutti noi perché dall’oggi al domani ci cambiò veramente la vita fu il DPCM 9 marzo 2020 , normò in materia di:

1.       sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati con possibilità di svolgere gli eventi e gli allenamenti di atleti professionisti e di atleti di categoria assoluta dei giochi olimpici o di manifestazioni nazionali o internazionali a porte chiuse e senza il pubblico;

2.       la chiusura degli impianti sciistici;

3.       la sospensione di tutte le manifestazioni organizzate, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato, compresi quelli di carattere sportivo, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico;

4.       la sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori .

Il 20 marzo, con una Ordinanza del Ministero della Salute ci dissero che potevamo si fare attività motoria ma individualmente e in prossimità della nostra abitazione e sempre nel rispetto del limite di un metro da persona a persona.

Il 25 marzo un D.L. , il numero 19 convertito poi in Legge 35/2020 ci disse che in base all’andamento del virus , c.d. andamento epidemiologico in un termine ormai entrato in uso comune per tutti noi, si potevano subire limitazioni o sospensioni di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura , di eventi o di ogni altra forma di riunione in luogo pubblico o privato , anche di carattere sportivo , compresa la possibilità di chiudere le palestre o i centri sportivi.

Il Primo aprile comparve il DPCM 1 aprile 2020 che dispose la sospensione degli allenamenti all’interno degli impianti sportivi e fu panico generale anche perché, si sa , se uno sportivo ferma il suo allenamento riprendere è poi molto dura.

Si rivide la situazione in termini leggermente migliorativi con il DPCM 26 aprile 2020 che consentiva, a decorrere dal 4 maggio 2020 un po’ più di libertà nello sport: possibilità di svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività e ripresa delle sessioni di allenamento a porte chiuse e senza alcun assembramento per gli atleti , professionisti o non , di discipline individuali riconosciuti di interesse nazionale da Coni e Cip.

Furono emanate al proposito anche Linee guida con nota Protocollo 3180 del 3 maggio 2020.

In seguito fu promulgato il D.L. 16 maggio 2020 n. 33 convertito in Legge 74/2020 che prevedeva la possibilità che si potessero svolgere con la presenza di pubblico ove ritenuto possibile sulla base dell'andamento dei dati epidemiologici, con modalità definite con DPCM .

A complicare un quadro di per sé non certo cristallino intervenne la possibilità concessa alle regioni di porre in essere misure derogatoria rispetto a quelle disposte dagli stessi DPCM , restrittive delle stesse.

Il 17 maggio 2020 su emanato un DPCM che disponeva che dal 18 maggio fosse consentito  svolgere attività sportiva o attività motoria all'aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici  purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività.

Dal 25 maggio 2020 ripresero le attività sportive di base e l’attività motoria in genere presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi , pubblici e privati nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.

L’11 giugno con DPCM venne stabilito che a decorrere dal 12 giugno 2020 gli eventi e le competizioni sportive riconosciute di interesse nazionale dal Coni o dal Cip e dalla rispettive federazioni,  , ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali, erano consentiti a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive FSN, dalle DSA, e dagli EPS purché a porte chiuse.  

Dal 25 giugno fu consentito lo lo svolgimento anche degli sport di contatto nelle regioni e province autonome che avessero preventivamente accertato la compatibilità delle suddette attività con l'andamento della situazione epidemiologica nei rispettivi territori.

Fu  prevista la possibilità di avere il pubblico agli eventi, seppur in misura ridotta, con il DPCM 7 agosto 2020 e fu tutto , più o meno, abbastanza tranquillo fino ai  DPCM 13 ottobre 2020,  DPCM 18 ottobre 2020 con l’emanazione anche di nuove linee guida ,  DPCM 24 ottobre 2020 e DPCM 3 novembre 2020 in una specie di orgia da Dpcm che ci lasciò tutti senza fiato nel tentativo di comprendere cosa potesse essere fatto e cosa invece fosse vietato.

Dal 26 ottobre furono sospese  le attività di palestre, piscine, centri natatori, fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche.

Furono sospesi gli sport da contatto e chiusi i comprensori sciistici che potevano essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e/o dalle rispettive federazioni.

L’Italia si colorò poi di rosso, dato l'aggravarsi della situazione e furono previste sospensioni di tutte le attività svolte presso centri e circoli sportivi anche all'aperto oltre che sospensione eventi e competizioni organizzati da Eps e sola possibilità di praticare sport individualmente e in prossimità della propria abitazione.

Ci fu poi il DPCM 3 dicembre 2020, che, in parte, aveva inasprito le precedenti previsioni.

In particolare, dal 4 dicembre 2020, era stato consentito soltanto lo svolgimento di eventi e competizioni – di livello agonistico e riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del CONI e del CIP – riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva ovvero da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle suddette competizioni e muniti di tessera agonistica, erano state consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate e enti di promozione sportiva.

E l’anno si chiuse, come si sul dire, in tristezza collettiva per ripartire con l’anno nuovo e altre incertezze.

D.L. 14 gennaio 2021 n. 2 convertito in Legge 29 2021 prorogò al 30 aprile la possibilità di intervenire con DPCM a modificare la nostra vita e il 14 gennaio ne fu emesso uno che previse la possibilità di aprire gli impianti sciistici amatoriali subordinatamente all'adozione di apposite linee guida da parte della Conferenza delle regioni e delle province autonome e validate dal Comitato tecnico-scientifico, rivolte a evitare aggregazioni di persone e, in genere, assembramenti.

Con Ordinanza del Ministro della Salute del 14 febbraio 2021 diventammo bianchi, gialli, arancioni e rossi, a seconda della colorazione data alle nostre regioni.

DPCM 2 marzo 2021 indicò che nelle zone gialle e arancioni:

  • possibilità di svolgere attività sportiva o motoria all'aperto purché nel rispetto della distanza interpersonale di almeno due metri  per l'attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che fosse necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti;
  • sospensione le attività di palestre, piscine, centri natatori;
  • possibilità di svolgere eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra organizzati dalle rispettive FSN, DSA, EPS, ovvero da organismi sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse ovvero all'aperto senza la presenza di pubblico. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, partecipanti alle competizioni e muniti di tessera agonistica, continuavano ad essere consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle FSN, DSA, EPS;
  • gli impianti nei comprensori sciistici continuavano ad essere chiusi. Gli stessi continuavano a poter essere utilizzati solo da parte di atleti professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI, dal CIP e/o dalle rispettive federazioni per permettere la preparazione finalizzata allo svolgimento di competizioni sportive nazionali e internazionali o lo svolgimento di tali competizioni, nonché per lo svolgimento degli allenamenti e delle prove di abilitazione all'esercizio della professione di maestro di sci (art. 19).

Nelle zone rosse continuava ad essere consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all'aperto e in forma individuale e di attività motoria individualmente nei pressi della propria abitazione, purché' comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Il 5 marzo 2021 fu emanato un nuovo protocollo attuativo delle linee guida ma non finì li e si continuo con D.L. 30/2021 convertito in Legge 61/2021  che , data la situazione di emergenza diffusa e in aumento, stabilì che in tutte le zone italiane fosse considerato tutto rosso per i giorni del 3 4 e 5 aprile.

Attualmente la situazione è questa:

  • fino al 31 luglio 2021 si applicano   le misure previste dal DPCM 2 mrazo 2021 per le zone gialle e dal 26 aprile 2021, in zona gialla, è consentito lo svolgimento all'aperto di qualsiasi attività sportiva anche di squadra e di contatto, nel rispetto di linee guida adottate dal Dipartimento per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), sulla base di criteri definiti dal Comitato tecnico-scientifico. Resta ferma l'interdizione dell'uso degli spogliatoi, se non diversamente stabilito dalle linee guida

Le nuove linee guida furono emanate dapprima il 7 maggio e poi aggiornate il 1 giugno 2021.

Le piscine all'aperto si sono riaperte il 14 maggio, i comprensori sciistici dal 22 maggio, le palestre dal 24 maggio , dal 1 luglio i centri natatori e le piscine al chiuso e sempre dal 1 luglio la possibilità di eventi e competizioni con il pubblico anche se non di rilevante interesse nazionale.

Ultimamente stanno chiedendo sempre di più il possesso della certificazione verde Covid - 19 per gli accessi ad eventi e manifestazioni.

La situazione è ancora in corso di divenire e , dati i presupposti che ogni giorno sentiamo in tv o leggiamo sui giornali, speriamo di non ripiombare a ottobre nell'incubo dell'anno scorso.


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